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ROBBY'S CORNERqualche sprazzo di vita qua e là
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July 01 La mia impresaeh sì....c'è l'ho fatta..
L'ho sognata per un anno sta gara....non credevo fosse così difficile, così dura, così tremendamente insormontabile più per la mente che per il corpo....EPPURE CE L'HO FATTA.
stasera metterò le foto in un album apposito...ora mi limito a riportare il racconto..
Buona lettura a tutti
La MIA randonnèe, una sfida,un'avventura, un racconto
E' un anno che si aspetta questo momento. un anno intero; da quella Gran fondo Fausto Coppi corsa l'anno scorso in compagnia degli amici Eugenio e Andrea al termine della quale siamo rimasti affascinati dall'arrivo di coloro che avevano deciso di partecipare alla randonnèe e avevano pedalato tutta notte e il giorno seguente..."perchè l'anno prossimo non ci proviamo pure noi?"
in un anno, però,si sà, le cose cambiano, e anche tanto. Il primo cambiamento è stato proprio quello della randonnèe, infatti da 330 i km son diventati inizialmente 440 e poi (modifica percorso delle ultime settimane causa alluvioni in piemonte) definitivamente 509...da 330 e 509 ce ne passa di acqua sotto i ponti!!!!
L'altro cambiamento è stato quello della defezione dell'amicone Andrea che per colpa della mononucleosi non ha potuto prendere parte a questa follia tanto sognata e ambita.
Gli allenamenti specicfici per poter provare a portare a termine questa pazzia in realtà non sono stati tanti, anzi ora che ci penso l'allenamento è stato solo uno e di certo non ha portato grandi risultati, anzi, ha gettato sulla combricola di pazzi futuri partecipanti (ai quali si è aggiunto con molta passione il buon Diego) un po' di sconforto...è stato quel famoso allenamento notturno sulla ciclabile Dobbiaco Lienz andata e ritorno. grande avventura sì, ma percorsi solo 100 km e poi risaliti in auto per il freddo la pioggia e (forse soprattutto) il sonno.
Da dove si può partire per raccontare il vero, il clou, la storia di questa randonnèe? bah..a dire la verità forse non lo so nemmeno io perchè probabilmente devo ancora rendermi conto di quello che son riuscito (senza falsa modestia) a compiere con le mie gambe, col mio fisico e sicuramente soprattutto con la mia testa.
Cominciamo dal giovedì sera.
E' giovedì sera e l'auto di Diego è già pronta per poter partire alla volta di Torino dove siamo ospiti dall'amicone Eugenio che ci ospita con un giorno in anticipo rispetto alla partenza della randonnèe....ma ovviamente c'è subito un piccolo inconveniente...ritardo al lavoro e la partenza è posticipata di almeno mezz'ora :D
No problem, si parte e si arriva a Torino dove il buon Vittone è in riunione per lavoro e quindi siamo accolti dai genitori che (carinissimi e super ospitali) ci hanno aspettato per cenare. una cena davvero regale. ciò che si confà a dei veri atleti prima di prendere il via ad una manifestazione sportiva realmente mostruosa.
Il buon Euge torna dalla riunione quasi a mezzanotte assieme al fratello Damiano e tra una chiacchera e l'altra si tira fino all'una. E questo non è un problema...anzi!!! perchè l'importante è dormire e riposare il più possibile tra giovedì notte e l'intera giornata di venerdì.
Venerdì mattina io e Diego ci svegliamo alle 9 e tiriamo a riposare a letto fino alle 9e30, poi (dopo una lauta colazione per riempire i nostri serbatoi di energia) andiamo al mercato con la mamma di Eugenio per le ultime spese mancanti: pane, affettati misti e ancora qualche bibita.
Ormai si fa ora di pranzo e si avicina il vero appuntamento....
Dopo pranzo si carica l'auto e si parte alla volta di Cuneo dove ci aspetta il ritiro dei pacchi gara e il ritrovo con tal signor Ivano Vinai (organizzatore della randonnèe) che vista l'assenza del nostro amico Andrea, prontamente comunicata dal sottoscritto all'organizzazione stessa, ha chiesto di poter far parte della nostra "spedizione".
Si arriva a Cuneo e subito dopo il ritiro dei pacchi gara ci si ritrova con un altro "ciclo-pazzo" come noi del forum. L'amico Luca da Formigine, colui che è solito allenarsi col cobra Riccò.
Dopo qualche chiacchera sulla imminente impresa che ci attende ci si saluta e ci si da appuntamento alle 21 per la partenza in piazza.
Io Eugenio e Diego allora andiamo a casa di questo Sig Ivano che ci attende per la cena. Cena molto molto schietta con pasta in bianco all'olio e formaggio come primo e il nostro strudel e un po' di profitoroles per finire. Si carica la macchina con tutto l'occorrente e si va in piazza per le 20e40 dove cominiciano ad arrivare tutti i partecipanti.
Ore 21. Pronti, Via....
L'adrenalina è altissima, ma è controllata dalla consapevolezza dell'eternità dell'impresa e della necessità di controllare qualsiasi tipo di energia. Nei primi km di avvicinamento alla prima salita cerco di controllare tutto: il respiro, le chiacchere con Diego e Luca, cerco di tenere addirittura un tono di voce basso, cerco di tenere le braccia rilassate sul manubrio, di alzarmi sui pedali il meno possibile per rilanciare l'azione e tutti piccoli accorgimenti di questo tipo che si riveleranno utilissimi per il proseguio della gara.
si risale con molta calma e ad andatura per forza di cose tranquilla che non supera mai i 30 all'ora la vallata che ci porta verso la prima salita e si arriva al primo punto di controllo a Vinadio. Qui piccola pausa per bisogni idrici (:D ) e subito via per il vero inizio dell'impresa. Si comincia a salire le prime rampe del colle della lombarda. Da subito io e Diego impostiamo un passo molto molto diverso da quello che avremmo tenuto se questa salita fosse stata affrontata in una gran fondo. Si sale sempre sotto i 10 all'ora (credo che in GF non si sarebbe stati mai sotto i 15 considerando le nostre caratteristiche) e fin da subito capiamo che questa gara è un'osso davvero molto + duro di quello che potevamo pensare. più che dal punto di vista fisico, da quello mentale. La salita dura un'eternità (per fare i 19 km della scalata ci son volute più di due ore e mezza) e bisogna gestire tutto, persino il battito delle ciglia, persino ogni minimo respiro e pensare davvero metro per metro, perchè se in cima già ci si mette a pensare a quanto manca all'arrivo ti viene una sincope (ndr dalla cima della lombarda all'arrivo mancavano SOLO 460 km).
La salita procede molto bene con la compagnia di Diego, Luca e un amico di Luca, in uno scenario surreale con un cielo stellato da far paura (non ho mai visto così tante stelle in vita mia lo giuro! ) e con tante luci che salgono pian piano verso la cima del primo colle.
Siamo in cima ai 2350 mt del colle e non sento minimamente nessun tipo di fatica, come se non avessi affrontato la scalata e questo è un'ottimo segno perchè vuol dire che son stato in grado di conservare le mie energie. Diego invece accusa la botta psicologica della lunghezza eterna della salita e già pensa "ora faccio la discesa e poi carico in auto" cerco di spronarlo a tenere duro almeno la notte, almeno ancora la Bonette...ma non ci sarà niente da fare. Dopo la discesa lui decide di salire in auto con Eugenio.
Dopo la pausa in vetta per mettere qualcosa in panza e per munirsi dell'occorrente per affrontare la discesa (non vi posso dire che facesse freddo, ma sicuramente caldo non era!!!!) via verso Isola 2000 e poi Isola. Una discesa bellissima, di notte, condotta con tutte le cautele del caso e con la massima prudenza...ma con punte di 70 all'ora nei tratti che lo consentivano.
Finita la discesa inizia un'altra lunga e psicologicamente difficile risalita di valle da Isola fino a St. Etienne de Tinèe dove ha inizio la Bonette. La risalita è lunga e difficile e mi ritrovo in gruppetto con Luca, il suo amico e Ivano...vedo però che il loro passo è un pelino superiore al mio e pur rimanendo da solo decido di salire di mio. Scelta tatticamente perfetta, infatti all'inizio della Bonette mi ritrovo con lo stesso gruppetto senza aver fatto la minima fatica.
St. Etienne de Tinèe..il cartello parla chiaro...26 km alla vetta. sono le 2e30 del mattino e si pedala già da 5 ore e mezza. Si comincia a salire sempre con un passo lento molto lento e con l'unico obiettivo di preservare energie e arrivare in vetta ancora (relativamente) freschi.
La salita è meravigliosa, mai durissima, ma con 5 km centrali al 9% di media molto molto tosti. il resto è pura poesia..un cielo che da stellato cominicia a prendere il colore del mattino e che schiarisce sempre più rivelando la maestosità estrema del posto. Da lasciare veramente a bocca aperta. Son quelle sensazioni che se non provi non puoi nemmeno immaginare cosa siano e mi scuso con voi tutti se con queste parole non riesco a trasmettere questa tipo di sensazione davvero unica.
Si arriva in cima alle 5e30 (avete capito bene...3 ore di salita!!!!) e ci si prepara per la nuova discesa..asfalto meraviglioso per l'imminente passaggio del Tour ma ancora un pochettino sporco di sabbiolino e brecciolino soprattutto sui tornanti..allora ci si butta giù in discesa con la compagnia di Luca (ue pirate!!! e meno male che non eri discesista!! mi eri sempre attaccato a 10 metri!! Grande!!!) e si cerca di scendere lasciando andare la bici e facendo traiettorie sicure e veloci.
In men che non si dica si arriva con le prime luci del giorno assolato e molto fresco (come vedremo tra poche orette la situazione termica cambierà decisamente!!!) a Jausiers...fine discesa e via verso Les Goizelles (non so se ho scritto giusto o no) dove si va all'attacco del Col du Vars.
Fin da subito capisco che la gamba non va e che comincio ad accusare le prime fatiche..ma non mi butto giù e proseguo da solo (il gruppetto di Luca, il suo amico e Ivano infatti mi stacca abbastanza presto). Qui arriva la prima delle 3 crisi. Ho sonno, maledettamente sonno, faccio fatica a tenere gli occhi aperti, mi fa male il soprassella e non riesco a star seduto...la voglia è quella di smettere, di chiamare al telefono euge e diego e di farmi venire a prendere. Ma mi intestardisco e vado avanti, mi pongo come obiettivo il km successivo "dai, vediamo come va sto km e poi vediamo che fare" mi dicevo.
La morsa di Morfeo si attanaglia sempre più e credo proprio di aver pedalato per una cinquantina di metri ad occhi chiusi, poi un tratto improvviso di sterrato per dei lavori e la quasi scivolata a terra prontamente salvata dai miei rilessi mi fanno definitivamente svegliare ;). I dolori al soprassela continuano ma continuo a salire lottando contro me stesso. arrivo in cima al Vars (ma quanto erano bastardi gli ultimi 5 km!!!) e mi butto in discesa dove dopo 4 km c'è il secondo controllo... Manna dal cielo!!!
scendo dalla bici, incontro Diego e Eugenio e prendo dalla mia borsa l'occorrente per far passare i dolori al soprassella (mai più ripresentatisi dopo questa pausa grazie al cielo!!) e mi riposo. Mangio, con calma, senza foga e mi sdraio per una decina di minuti all'ombra (eh già..erano circa le nove ma il sole era già bello bastardo!!) Finita la pausa, saluto Luca che decide di sonnecchiare un pochettino e mi rifiondo in discesa..stavolta la faccio alla mia maniera e arrivo a Guillestre da solo dopo aver superato una ventina di randonneurs.
Da questa discesa mi son proprio detto "Vai robby i dolori son passati, ora c'è l'izoard...vai che va bene così"
Si arriva a Guillestre, deviazione a destra per il Queyras, vallata spettacolare che conduce verso il bivio o per l'izoard o per il colle dell'agnello (mica pizza e fichi :D ) son solo, non c'è nessuno con me, ma vado via regolarissimo a 110 battiti (non ho il cardio ma controllo di tanto in tanto i battiti con le tipiche due dita al polso) e son riposatissimo.
Arrivo al bivio per l'Izoard e sapientemente rallento ancora di più vedendo in lontananza un gruppetto che sopraggiunge. Qui trovo il mio vero e proprio angelo custode col quale arriverò fino all'arrivo. tale Sig. Piero, un randonnerus esperto e una persona davvero pacata e squisita.
iniziamo a salire insieme le prime rampe dell'izoard che son un eterno rettilineo fino a Brunissard (col sole a picco su di noi) dove ci fermiamo a prendere qualcosa da bere e a farci apporre un timbro dal bar a testimonianza della nostra corretta rotta di marcia.
Dopo il paesino inizia il tratto a tornanti del vero Izoard, una salita davvero davvero dura ma che passa senza rendercene conto tra una chiaccherata e l'altra. si parla si parla e si arriva alla splendida Casse Deserte...nonostante l'avessi già vista nell'estate del 2000 rimango senza fiato (ma non perchè fossi in crisi eh :D ), uno spettacolo della natura davero meraviglioso. discesina, saluto i guardiani dell'izoard, tali Sig Fausto e Sig Luigino :D:D:D (stele dedicata a Coppi e Bobet) e assieme a Piero faccio gli ultimi 2 km di salita (mamma che duri!!!!!). altra sosta tranquilla in vetta e poi discesa.
altra discesa fatta alla mia maniera fino a Cervieres (dove praticamente finisce il tratto tecnico) e poi sempre in compagnia del buon Piero andiamo tranquilli nella parte finale fino a Briançon dove decidiamo di mettere le gambe sotto un tavolo e fermarci a pranzare.
"l'importante in una randonnèe caro Roberto e quello di MANGIARE" mi dice il buon Piero. In effetti non si può minimamente pensare di mangiare per due giorni solo panini e barrette!!!!
Bel pranzetto ricco di carboidrati, botta di caffè e via verso il Monginevro.
Salita caldissimissima affrontata con lo stesso passo lento dell'Izoard tra una chiacchera e l'altra. Si passa il confine e si scende verso Cesana Torinese dove ha inizio quella maledetta risalita che porta fino a quel postaccio chiamato Sestriere (lo chiamo postaccio perchè è troppo lontano dalla mia idea di montagna che mi fa davvero impressione per quanto l'uomo sia in grado di massacrare un posto che sarebbe incontaminato dalla natura).
Secondo il road book si deve affrontare la parte di salita che conduce al sestriere dalla via esterna e quindi non quella della famosa impresa di Chiappucci. C'è un caldo asfissiante (33 gradi a Cesana, 30 in cima al sestriere a 2050 metri di altezza!!!!!). E' una salita che non conosco ma che il mio fido compagno Piero mi descrive come bastardisima "c'è il primo tratto che è un lungo falsopiano, poi gli ultimi 5 km recuperano in altimetria tutto quello che ti concede il falsopiano, c'è da stare davvero attenti, con questo caldo poi!!!..." e infatti dopo il falsopiano arriva, bastardisima, la crisi. La peggiore crisi di tutta la randonnèe. Se non avessi avuto Piero giuro che mi sarei ritirato, non ci avrei pensato due volte.
Caldo allucinante, gambe che non giravano, Euge e Diego che erano tornati a Torino per scaricare l'auto e per riposarsi un po' per poi ritornare da me..mi ero detto che li avrei aspettati in cima al sestriere e mi sarei fatto venire a prendere....
e invece....
E invece Piero mi ha tirato su, ha cominciato a parlarmi di cose che con la bici non c'entravano niente...mi ha detto "hai una ragazza?" e io con le mie ben poche forze ho biascicato un sì...lui ha cominciato a chiedermi come si chiamasse, quanti anni avesse, da quanto tempo eravamo insieme e di cominciare a pensare a lei "non sai quante volte durante le rando mi metto a pensare a mia moglie e le crisi passano"...il pensare a Elena e a cose che non avevano a che fare con la bici è stata la mia salvezza.
Siamo arrivati in cima al sestriere tutti e due distrutti e accaldati e ci siam riposati per buoni venti minuti praticamente attacati ad una fontana.
"il più è fatto caro Roberto" il che in effetti altimetricamente parlando era vero....Sampeyre a parte le salite più difficili e in successione erano ormai alle spalle.
"però d'ora in poi viene fuori la testa..ancora di più"....inizia la lentissima discesa..si scende fino a Pragelato e poi un lento ridiscendere la valle con vento (ovviamente) contrario...qui mi ripiglia il sonno....ho una brutta cera e faccio fatica a tenere di nuovo gli occhi aperti....Piero è sulla mia stessa lungheza d'onda e decidiamo di fermarci ad un bar. un buon toast, una sana birra e dieci minuti di riposo a chiaccherare ci rinfrancano e gli ultimi km per arrivare al punto sosta di Barge li facciamo senza nemmeno sentirli.
I primi 348,7 (:D ) km li avevamo messi alle spalle. al punto di controllo e riposo di Barge ho la possibilità di farmi una doccia (Euge e Diego prima di tornare a Torino mi avevano lasciato la mia borsa proprio al punto riposo..GRAZIE RAGAZZI!!!) di riposarmi, di cambiarmi e di fare le telefonate di rito ai genitori e alla morosa per avvertire che ero ancora sano e salvo e che tutto andava avanti bene.
Il buon Piero viene raggiunto dalla moglie e così ci mangiamo (oddio, divorare sarebbe il termine più corretto) una buona pizza insieme. Si chiacchera in allegria su quello che è passato in giornata e su quello che ci attende. Il programma avrebbe anche previsto una sosta sonno di qualche oretta, ma l'eccessivo caldo ci fa desistere e deciadiamo di ripartire solo una mezz'oretta dopo la pizza giusto per digerire.
Si riparte sempre insieme alle (se non ricordo male) 9e30 di sera, facciamo la colletta di Paesana, salitina facilissima, da rapportone...ma affrontata con molta molta calma per permettere al fisico di riprendersi dopo la pausa. Anche questa salita passa e ci si butta in discesa verso l'inizio di un'altra salita: la Colletta d'Isasca...Colletta una mazza direi, visto che gli ultimi 5 km avevano un dislivello superiore ai 400 metri!!!!!
Ormai la notte era calata e nonostante ciò c'era un caldo asfissiante..in salita ci raggiungono Diego ed Euge (OTTIMO SUPPORTO!!!!!) e saliamo sempre regolari. ci si butta in discesa e seguendo il consiglio degli amici in auto ci fermiamo pochi minuti per attendere un bel gruppetto di randonneurs a pochi minuti da noi per affrontare insieme la maledetta valle che porta verso Sampeyre.
Un fondo valle tra i più terribili che conosca, che inizia calmo e tranquillo e poi diventa una vera e propria salita con tratti al 6/7%.
A pochi km dall'inizio della salita vera e propria i miei amici di avventura si fermano in un piazzale per dormire un'oretta..io invece li saluto e dopo avergli detto "mi raccomando, quando ripartite venite a svegliarmi che son all'imbocco della salita in auto dai miei amici" mi dirigo verso l'auto e mi butto dentro a pesce dormendo di pietra per un'ora senza nemmeno accorgermene.
"Robby,svegliati che ci son i tuoi amici"...detto,fatto, mi sveglio, butto giù qualcosa da mangiare (non chiedetemi cosa fosse, se salato o dolce...davvero ero troppo poco lucido per poter rendermene conto) e via verso la più dura di tutte le salite.
16 km di salita tutta identica sempre sul 8-10%, quasi tutta completamente immersa nel bosco con un asfalto davvero brutto che rendeva il tutto ancor + faticoso e con uno scenario degno dei migliori film dell'orrore..giuro, all'inizio ho quasi avuto paura.
Le gambe cominciavano (giustamente) a non volerne +. Io e Piero salivamo davvero pianissimo ad una velocità al limite del ribaltamento e nelle 3 ore ( sì sì cari miei..3 ore x fare 16 km di salita!!!!! veramente inaudito!!!) di salita verso il colle c'è successo di tutto e di più...crisi terribile mia...e qui lo dico essendone anche orgoglioso di averlo fatto..ho messo giù il piede anche sotto consiglio di Piero..e abbiamo anche fatto un centinao di metri a piedi per ripigliarci un po'...dopo la mia crisi è stata la volta di un cinghiale a rompere le balle durante il tragitto...una paura immensa...un muoversi velocissimo e agitato in mezzo al bosco e un grugnito tipico da cinghiale...non vi dico la nostra paura di vedercelo da un momento all'altro davanti ai nostra assonnati ma terrorizzati occhi (edit...avremo fatto un km probabilmente a 1800 di VAM per cercare di scappare dal cinghialotto :D:D:D:D )...dopo il cinghiale è arrivata anche la crisi di Piero, superata anch'essa da un buon centinaio di mt percorsi a piedi....
una salita davvero interminabile....ma una volta svoltati sull'ultimo costone di montagna vediamo due fari di una Renault grand Scenic fermi...Sono Diego e Euge che ci aspettano in cima al colle...E' FINITA!!!!!
e qui per la prima volta mi rendo realmente conto che posso riuscire a portare a termine l'impresa sognata da un anno.
tempo di vestirsi pesante (cominiciava ad albeggiare e almeno in cima al passo c'era un bel freddino)e via in discesa fino al punto di controllo posto dopo 4 km all'altezza del bivio per Stroppo o Elva. una volta giunti al punto di controllo altro piccolo riposo con una buonissima cioccolata calda (Euge scusami...non ho nemmeno avuto la cortesia di dirti grazie per avermela offerta visto che non avevo più soldi) e poi ancora giù verso la pericolosissima discesa verso Stroppo condotta con molta calma.
Arrivati a Stroppo ci si riuscnisce in un bel gruppetto col quale si pedala pian piano nel fondovalle verso Dronero dove ha inizio l'ultima asperità...il Montemale di Cuneo con l'appendice durissima della Piatta (cattiveria davvero gratuita di 4 km ulteriori di cui 3 alla media del 10%) e qui spunta fuori il robby granfondista che nelle ultime salite delle Gf si accnende come un fuoco.
Incredibile ma vero, all'inizio della salita e dopo ben 480 km pedalati trovo energie insperate e riesco a scattare, a salire a 15/17 all'ora senza faticare..."Robby, ma ne hai ancora? ma te se una moto, grande"...questi incitamenti di Euge mi galvanizzano ancor di più e arrivo in cima al Montemale assieme ad un ragazzo col completino "Nazionale Randonneurs Italia".."ragazzo, ma quanti anni hai tu".."24" gli rispondo "e fai già le ranedo?????" mi chiede stupito.
"no, faccio le GF e questa è stata una prova, una pazzia..."
"Davvero complimenti, lo sai che molto probabilmente sei il + giovane che la finirà?" "Di solito i randonneurs più giovani non hanno mendo di 35 anni..tu sei davvero giovanissimo e portare al termine una rando altimetricamente parlando tra le più difficili che esistano è qualcosa davvero di incredibile...non te lo dico per farti gasare, ma perchè è davvero così".
Queste parole mi caricano deinitivamente e vado in salita come una molla assieme a lui recuperando altri 2 che erano davanti.
In cima alla salita decidiamo di aspettare i nostri compagni coi quali abbiamo iniziato la salita e ci riuniamo per portare a termine l'impresa nei restanti 30 km tra discesa e pianura fino a Cuneo nei quali abbiamo anche il tempo di trovare un fantastico temporale (ecchecacchio!!mancava l'acqua no???? :D )
Siamo ormai a Cuneo e io sono emozionato, tanto emozionato da piangere di gioia per l'impresa che son riuscito a portare a termine...mi avvicino a Piero e lui mi dice "Hai visto? hai visto che ce l'abbiam fatta?" Io gli sorrido e una lacrima di felicità mi cade sulla guancia..quasi ci abbracciamo ancora in sella....
Mi telefona Euge quando ormai manca un km alla fine e mi dice "UE robby, stanno montando l'arrivo per la GF che è partita stamattina, mi raccomando, passate di lì all'arrivo così vi faccio la foto"...detto fatto...eccoci qua ritratti alla fine della nostra immensa fatica. Felicissimi e visibilmente stanchissimi.
L'impresa è stata meravigliosa, un viaggio del corpo e dello spirito, durante il quale ho conosciuto ancor + del mio solito la fatica, la voglia di andare avanti, la determinazione e delle persone che davvero mi hanno aiutato. In primis Piero e poi i miei grandi amici Diego ed Euge ottimi supporti in auto, Ottima anche la compagnia fino al Vars del buon Luca col quale prima o poi voglio di nuovo pedalare magari in una bella uscita assieme a Riccardino Riccò.
scusate per la lunghezza del post, ma quest'avventura meritava qualcosa di direttamente proporzionale a ciò che è stato pedalato :D June 30 510 km - 10300 mt di dislivello - 36 ore in sella...beh in realtà c'è già un errore nel titolo perchè in sella non ci son stato per 36 ore, ma le 36 ore che ho impiegato per portare a termine la super randonnèe di Cuneo sono comprensive di 1 ora di sonno (sìsì solo un'ora di sonno in due notti!!!) e tutte le varie pause.
Ebbene sì, il vero obiettivo dell'anno è stato portato a temrne. Qualcosa di eccezionale, un viaggio del corpo ma soprattutto della mente. Ho capito che si può essere fortissimi fisicamente ma se non si è supportati dalla testa non si va da nessuna parte. ho passato momenti di crisi in cui avrei voluto buttar via la bici ma con l'aiuto di un vero e proprio angelo custode incontrato lungo la strada son riuscito a superarli e ad andare avanti.
Ho visto posti meravigliosi, pedalato di notte a 2800 metri di alteza mentre il sole ancora nn saliva ma faceva intravedere che stava per arrivare il suo momento cominciando a colorare le vette alpine, sul Sampeyre ho addirittura rischiato di avere un te per tu con un cinghiale che giustamente avrà potuto pensare "ma chi son sti scemi che pedalano di notte???
E' stata un'avventura che merita davvero un gran racconto.
Stasera mi metterò al pc e lo scriverò pubblicandolo su cicloweb con tanto di foto fatte dall'amico Eugenio.
Appena lo avrò pubblicato vi metterò il link.
Ciao a tutti June 25 Gran notizia!!!Ricordate che ho cambiato lavoro?
ormai è da fine marzo che lavoro in un'altra azienda e come scritto alcuni interventi fa io mi trovo davvero bene anche se son davvero tante le cose che ancora dovrò imparare.
Cmq sia il periodo di prova sarebbe terminato dopo domani ed è già da settimana scorsa che ho l'ok da parte della direzione e dei tirolari per continuare.
Son contenti e ho avuto modo di parlare con la Direzione con la qule son sempre in stretto contatto che è davvero contenta per come stanno andando le cose.
Ottimo direi!!!!!
......e quei fenomeni dei miei ex titolari mi devono ancora dare la liquidazione!!! Eccheccacchio!!! Manca pocoOra giustamente direte "questo qua non scrive da una vita e adesso ricominicia a scrivere di sta cavolo di bicicletta e delle sue avventure"
...
Ma che ci posso fare!!!! E' un anno che (ciclisticamente parlando) sto aspettando il week end che sta per arrivare, la prova delle prove, la botta di vita più esagerata che abbia mai provato.
si parte venerdì sera alle 21, ci son 44 ore di tempo e bisogna percorrere 510 km,tra vette storiche del ciclismo a cavallo tra Italia e Francia.
Una PAZZIA..non solo con la P maiuscola, ma anche con tutte le altre lettere che compongono la parola in maiuscolo e grassettato
Purtroppo ci sarà la defezione del nostro grande amico Andrea debilitato da una bastardissima mononucleosi. e allora la compagnia di pazzi sarà composta dal sottoscritto, dall'amico di mille avventure Diego, da Eugenio che ci farà da auto scorta e da una compagnia insperata che si è aggiunta all'ultimo momento che promette davvero bene in quanto si tratta di gente che pazzie del genere ne ha fatte tante, quindi ha esperienza da vendere e che conosce a menadito le strade che andremo ad affrontare. Andre....manchi solo tuuuuu!!!!!
Speriamo vada tutto bene..seguirà racconto dettagliato con tante tante foto.
Ciao a tutti e buona giornata June 24 ciaoooooooooE' da così tanto che non son presente in rete che mi ero addirittura dimenticato come si faceva ad inserire un intervento sul proprio blog....un povero cretino insomma.
Son come al solito di corsa, ma giuro che fra poco torno a scrivere più assiduamente...fra poco ci saranno anche in arrivo delle belle belle foto .
Ciao a tutti ragazzi
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